Ecobonus caldaie Roma e provincia

Generatori di calore con maggiori rendimenti e minori emissioni, ma per la loro Ecobonus caldaie Roma e provincia  si devono rispettare i requisiti normativi e fare i conti con l’esistente

 

 

 

 

 

 

Il termine termoautonomo riferito all’impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria (ACS) indica un impianto, destinato alla singola unità abitativa, che è possibile gestire in piena autonomia per quanto riguarda le tempistiche di funzionamento, la temperatura impostata e di conseguenza i consumi che ne derivano. È a partire dalla fine degli anni 70 che il sistema di riscaldamento autonomo si è progressivamente affermato. Esso funziona per mezzo di un generatore di calore, meglio conosciuto con il nome caldaia. Vi sono diverse tipologie di caldaie, ma quella di tipo murale con funzionamento a metano è tra le più impiegate Le prime caldaie autonome ad apparire sul mercato sono state le caldaie di tipo B11, meglio note con la sola lettera “B”; sono generatori a camera di combustione aperta, con prelievo dell’aria comburente dal locale di installazione e scarico dei fumi direttamente all’esterno o in apposito camino collettivo, senza l’impiego di ventilatore Il sistema si scarico dei fumi di combustione delle caldaie di tipo B11 non era del tutto sicuro, infatti, queste caldaie sono state la causa di vari incidenti domestici nel passato.

Per questo motivo, la normativa ha introdotto l’obbligo della Ecobonus caldaie Tuscolana  un dispositivo di controllo per l’evacuazione dei fumi. Le caldaie di tipo B11 sono così diventate di tipo B11BS.Successivamente i produttori hanno ideato e realizzato soluzioni più sicure e al tempo stesso più efficienti sotto il profilo energetico: le caldaie di tipo C. Esse sono generatori a camera di combustione stagna rispetto al locale di installazione e, quindi, con prelievo dell’aria comburente e scarico dei fumi direttamente all’esterno o in appositi camini collettivi. L’evoluzione ultima delle caldaie di tipo C è la caldaia a condensazione. Oggi, sostituire una vecchia caldaia, che inquina e consuma, dovrebbe essere un gesto doveroso verso l’ambiente. Gesto che risulterebbe anche conveniente grazie alle agevolazioni fiscali dell’ecobonus e del superbonus Dal 2013 tutti gli scarichi dei fumi della combustione devono avvenire al di sopra del tetto, in particolare 1 metro sopra il colmo salvo deroghe Inoltre, dal 26 settembre 2015 è in vigore la Direttiva Ecodesign, ovvero la direttiva europea ERP Sulla base di questa normativa, le caldaie tradizionali a camera aperta, tipologia B, sono andate fuori produzione e la loro installazione non è più permessa.

La normativa prescrive anche che in caso di Ecobonus caldaie Tuscolana oramai non più funzionante, andrà sostituita con una ad alto rendimento energetico, ovvero a condensazione L’evacuazione dei prodotti della combustione avviene attraverso appositi condotti: camini o canne fumarie collegati alla caldaia In generale, si definisce camino il condotto che smaltisce i fumi provenienti da un sistema singolo, ossia da un solo apparecchio (abitazione singola), o più apparecchi similari posti sullo stesso piano bifamiliari, a schiera  Invece, si definisce canna fumaria il condotto che smaltisce i fumi provenienti da più apparecchi autonomi posti su più piani, tipico caso di un condominio Se nel caso dell’abitazione singola la sostituzione della caldaia con una condensazione risulta essere “agevole”, non sempre lo è nel caso di un condominio.

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